Don Chisciotte

Concludevo pensando che se lei incarnava la mia don Chisciotte, se solo lei era capace di mostrarmi percorsi intrepidi – lanciandosi verso il mare senza braccioli, camminando sbilenca sul ciglio di strapiombi abissali, inventando parole – allora io dovevo continuare a essere il suo Sancio Panza: avevo il dovere di accompagnarla, contenerla ma soprattutto capirla, senza intaccare la sua libertà.

“Mia figlia don Chisciotte” di Alessandro Garigliano

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